Cenni storici sulla Chiesa Greco-Melkita Cattolica

La Chiesa Greco-Melkita Cattolica è rappresentata, nel contesto della Chiesa universale, dai tre grandi patriarcati del Medio Oriente: ossia quelli di Antiochia, Alessandria e Gerusalemme. Infatti il Patriarca greco-melkita cattolico di Antiochia e tutto l’Oriente, che risiede ufficialmente a Damasco in Siria, è Patriarca di Alessandria e di Gerusalemme.

In piena comunione con la Chiesa di Roma, nondimeno la Chiesa Greco-Melkita Cattolica segue la tradizione bizantino-ortodossa, dalla quale deriva, nella liturgia, nella spiritualità e nel diritto canonico.

I suoi fedeli sono chiamati “greco-melkiti cattolici”, o semplicemente “melkiti” o “greco-cattolici”, mentre i cristiani d’Oriente che non sono in comunione con la Chiesa di Roma sono chiamati “greco-ortodossi”.

Il termine “melkita”, d’origine semitica, significa “seguace del Re”. Il quarto Concilio Ecumenico, detto di Calcedonia (451), in cui papa Leone I era rappresentato dai suoi delegati, venne fortemente appoggiato dall’imperatore di Costantinopoli, Marciano. Fu tale Concilio a condannare il monofisismo (dottrina eretica che riconosce in Gesù Cristo una sola natura, quella divina, negando quella umana). Furono coloro che rifiutarono la formulazione cristologica del Concilio a chiamare “melkiti” i seguaci di quest’ultimo. D’origine melkita furono alcuni pontefici romani dei secoli settimo ed ottavo.

Nei primi secoli, il dominio dei tre Patriarcati appena citati si estendeva dall’India ad Est, sino alla Libia ad Ovest, nonché dalla Georgia a Nord sino allo Yemen e l’Etiopia a Sud. La popolazione era pressoché tutta cristiana, specialmente entro i confini dell’Impero Romano. All’epoca, il numero dei fedeli dei tre Patriarcati ammontava, nel complesso, a quota trenta milioni. Così si presentava la situazione della Chiesa d’Oriente alla vigilia dello scisma. Purtroppo, furono gli eventi politici e le guerre a creare dissensi e divisioni in seno alla comunità. Al momento della conquista araba, i tre Patriarcati citati facevano parte dell’Impero Romano d’Oriente, per poi soccombere presto di fronte all’invasione musulmana (dal 635).

In virtù dei suoi stretti legami con Costantinopoli da un lato e con Roma dall’altro, la Chiesa melkita, di tradizione essenzialmente antiochena-gerosolimitana, vanta un antichissimo e ricchissimo patrimonio spirituale, liturgico, patristico, teologico, innografico ed iconografico.

Il rito melkita è un ramo di quello greco (detto “bizantino”), che differisce da quello in uso in Grecia, a Istanbul (l’antica Costantinopoli), in Romania e nei Paesi slavi soltanto per la lingua liturgica, che è l’arabo (accanto al greco, ancora presente in diversi canti e preghiere), per il canto e per alcuni usi particolari.

La Chiesa Melkita è passata attraverso numerose vicissitudini storiche. In duemila anni di persecuzioni ed invasioni, questa Chiesa ha sofferto più di molte altre Chiese. Malgrado ogni difficoltà, grazie al suo clero, ai suoi fedeli, ai suoi asceti e martiri, ai suoi dottori, teologi ed a tutti i suoi Santi, essa è rimasta fedele al suo divino Fondatore, intrepida nella sua fede, irremovibile nella sua speranza, salda nella sua carità, formata ogni giorno al suo battesimo di fuoco e di sangue».

Nel 1724, a seguito di svariati fattori, soprattutto a carattere politico e culturale; la Chiesa melkita conobbe la prova della scissione, divisa in due: l’una va ormai sotto il nome di Chiesa Greco-Ortodossa, l’altra è invece la Chiesa Greco-Melkita Cattolica (per tutte e due, la parola araba corrispondente a “greco” è “rum”, qualche volta erroneamente tradotta come “romano”).

La Chiesa Greco-Melkita cattolica conta oggi circa tre milioni di fedeli nel mondo, nel Medio Oriente (Siria, Libano, Egitto, Palestina, Giordania, Israele) e nei Paesi di emigrazione. E’ guidata da un Patriarca e da oltre trenta metropoliti, arcivescovi e vescovi. Vanta, inoltre, diversi ordini religiosi e congregazioni femminili, oltre ad istituzioni caritative, culturali, accademiche, sociali e missionarie.

La Chiesa Greco-Melkita Cattolica è ben consapevole della sua missione. In quanto membro, da un lato, della grande famiglia bizantina ed orientale, e, da un altro lato, in piena comunione con la Chiesa di Roma e d’Occidente, la Chiesa Greco-Melkita Cattolica è infatti depositaria di una missione ecumenica tutta particolare. Essa vuole essere al tempo stesso al cento per cento cattolica ed al cento per cento orientale. La prima sfida che essa raccoglie consiste nel dimostrare che “cattolico” non è sinonimo di latino, né “ortodosso” sinonimo di “separato dalla comunione con Roma”; ciò era considerato valido ed era accettato nel corso del primo millennio cristiano, per poi venire pesantemente posto in discussione nel secondo.

Profondamente integrata e radicata nel mondo arabo, avendo “arabizzato” a fondo la propria liturgia ed il proprio pensiero teologico, forte di una lunga convivenza con l’Islam che risale al momento della conquista araba, autentica testimone (“martire”) di Cristo nei confronti dell’Islam, la Chiesa Melkita assume la seconda sfida, quella di dimostrare che “arabo” non è necessariamente sinonimo di seguace dell’Islam, nonché la possibilità di essere al tempo stesso al cento per cento arabi ed in egual misura cristiani, costituendo così la fonte del dialogo, della comprensione e della collaborazione fra cristianesimo e Islam.

Ancora una missione particolare, rivolta alla Terra Santa: la Chiesa Greco-Melkita Cattolica è la più rappresentata, fra quelle cristiane, entro i confini dello Stato di Israele. Ciò le conferisce, certo, una responsabilità sui generis; tuttavia, essa è anche e soprattutto Chiesa “locale”, autoctona: è la Chiesa degli arabi israeliani. Ed eccoci giunti alla terza “sfida”: “israeliano” non è necessariamente sinonimo di “ebreo”, né tanto meno seguace della religione ebraica. Ciò fa sì che la Chiesa Greco-Melkita Cattolica possa proporsi quale promotrice del ravvicinamento non solo fra cristianesimo ed ebraismo, ma anche fra arabi ed ebrei. Questa, in sintesi, la triplice missione che la Chiesa Greco-Melkita Cattolica potrebbe svolgere nel travagliato lembo della Terra Santa.

Oggi la Chiesa Greco-Melkita Cattolica, come molte Chiese orientali, vive in condizione di povertà, con il rischio che i cristiani lascino la Terra Santa ed il Medio Oriente nel suo insieme. La conflittuale situazione dei territori della Palestina ha lasciato il segno, per cui, conseguenza più eclatante, il blocco dei pellegrinaggi (quasi tutte le famiglie arabe cristiane in Terra Santa vivono sui viaggi dello spirito e sui loro indotti). Tutto ciò ha ripercussione anche sulle attività sociali promosse dai cristiani come, ad esempio, la scuola; infatti, i genitori dei ragazzi, impossibilitati a pagare le rette, sono in situazione di grosse difficoltà nel garantire la frequenza.

Opere in Terra Santa

a) i centri per la gioventù: sono stati avviati a Gerusalemme, Ramallah, Betlemme, Beit Sahour e Rafidia. Essi rappresentano un luogo di istruzione ma anche di incontro.

La scuola greco-melkita di Beit Sahour ogni giorno accoglie seicento ragazzi tra cristiani e musulmani.

 

b) progetti per alloggi: a causa delle difficoltà economiche e sociale i fedeli di rito greco cattolico, in modo particolare le giovani coppie, sono spinti ad emigrare anche per le difficoltà a reperire un alloggio. Per ovviare a questo problema sono state create delle cooperative edili in diverse parrocchie. Il primo progetto Ë stato realizzato a Gerusalemme nel 1983 e comprendeva 36 appartamenti abitati da 200 persone. Altri progetti per un totale di circa 200 appartamenti sono in atto a Ramallah, Beit Sahour, Taybeh e Gerusalemme.

 

c) il centro comunitario Al-Liqa: a Beit Hanina, nei pressi di Gerusalemme, Ë stato realizzato il grande centro comunitario "Al-Liqa" (che significa l'incontro) e comprende un complesso sanitario, un giardino díinfanzia, dei locali per la pastorale e una grande sala polivalente.

 

d) i centri medico-sanitari: sono attivi quattro centri medico sanitari per  tutti coloro che non dispongono di un servizio sanitario. Un "Baby-center" nella Città Vecchia a Gerusalemme a cui fanno riferimento circa 10.000 bambini nel quale Ë attivo anche un dispensario e un gabinetto dentistico; il Centro medico "San Lazzaro" a Beit Hanina, il Centro medico di Beit Sahour con una sala per piccola chirurgia e radiografie e il Centro medico Al-Mahaba (líamore) con dispensario e gabinetto dentistico a Naplouse-Rafidia. Ai quattro centri fanno riferimento circa 80.000 persone allíanno.

 

 

e) il centro "San Cirillo" a Gerusalemme: istituito nel 1981 costituisce l’erede del Centro di formazione religiosa e pastorale fondato nel 1975. E' integrato con l'Università cattolica di Betlemme e prepara catechisti laici e professori di religione per le scuole della Terra Santa.

 

f) i centri di formazione religiosa femminile: sono attivi nelle parrocchie di Gerusalemme, Beit Sahour, Ramallah, Rafidia, Taybeh e Jaffa con circa 150 ragazze che prendono parte ai corsi di formazione.

 

g) i seminari di Beit Sahour e l'accoglienza ai pellegrini: i due seminari di Beit Sahour (il minore fondato nel 1958 e il maggiore del 1987) sono aperti allíaccoglienza dei pellegrini. Si sta lavorando all'istituzione di un Istituto di studi orientali per sacerdoti, seminaristi e laici interessati agli argomenti biblici, liturgici, spirituali e storici relativi alla Terra Santa e alla tradizione orientale.

Situazione attuale della chiesa Greco Melkita Cattolica

  • E’ una Chiesa autonoma (sui juris), con alla sua testa, Sua Beatitudine Gregorio III Laham, Patriarca di Antiochia e di tutto l’Oriente, di  Alessandria e di Gerusalemme.
  • E’ detta Greca, perché di rito Bizantino.
  • Melkita, termine che indicava tutti quelli che, conformemente alla definizione del Concilio di Calcedonia (451), professavano due nature in Gesù Cristo: divina e umana. Attualmente Melkita indica cristiano di rito bizantino e di lingua o di fonte araba.
  • Cattolica, perché in comunione con la Sede Apostolica Romana, di cui riconosce il primato.

PRESENZA NEL MONDO DELLA CHIESA MELKITA
La Chiesa Greco Melkita Cattolica conta oggi circa 3.000.000 di fedeli, in quattordici Eparchie (Diocesi) nel Medio Oriente (Siria, Libano, Egitto, Palestina, Giordania, Israele) e  cinque Eparchie in diaspora: Stati Uniti, Brasile, Messico, Australia, Canada; due esarcati Patriarcali: Irak e Kuwait; due esarcati apostolici Argentina e Venezuela; presenza in Europa: Germania, Belgio, Olanda, Francia, Italia, Svezia e Gran Bretagna, Austria.
E’ guidata da un Patriarca e da oltre trenta metropoliti, arcivescovi e vescovi.
Vanta, inoltre di diversi ordini religiosi e congregazioni femminili, oltre a istituzioni caritative, culturali, accademiche, sociali e missionarie.

Struttura generale della Chiesa Greco Melkita Cattolica

 

1 - Le diocesi patriarcali

-    sono tre: Damasco(Antiochia), il Cairo (Alessandria) e Gerusalemme e Ain-Traz

2 - Le diocesi del Vicino-Oriente

    • In Siria, ce ne sono 8: Aleppo, Homs, Hama e Yabroud, Latakie e Tartous, Bosra e Hauran.
    • In Libano ce ne sono 7: Tiro, Saida e Deir-el- Kamar, Beirut e Byblos, Fourzol, Zhalè e la Bekaa, Baalbek, Tripoli, Paneas, Mrjyoun. Banyas.
    • In Palestina :Acri, Haifa, Nazareth e tutta la Galilea
    • In Giordania: Petra, Filadelfia (Amman) e tutta la Transgiordania

3 - Chiesa della diaspora. Conta 7 entità giuridicamente costituite

    • Eparchia di San Paolo per il Brasile
    • Eparchia di Newton (New Jersej) per gli Stati Uniti D’America
    • Eparchia di Montreal per il Canada
    • Eparchia di Sidney per l’Australia e Nuova Zelanda
    • Eparchia del Messico per il Messico
    • Esarcato Apostolico del Venezuela
    • Esarcato Apostolico in Argentina

Speriamo vivamente di vedere erigere un ottava entità ecclesiale: L’ Esarcato Apostolico d’Europa

4 - Esarcato Patriarcale

    • Iraq
    • Kuwait
    • Turchia

5 - Rappresentanze Patriarcali

    • Francia: Parigi e Marsiglia
    • Italia: Roma
    • Belgio: Bruxelles
    • Svezia: Stoccolma
    • Gran Bretagna: Londra
    • Austria: Vienna
    • Olanda
    • Germania
    • Emirati Arabi Uniti

6 - Statistiche del Clero e dei fedeli

    • 1 Patriarca
    • 20 Vescovi
    • 15 Vescovi Emeriti
    • 320 preti secolari in Oriente
    • 177 preti regolari in Oriente e nella diaspora

 7 - Opere della Chiesa Melkita in Oriente

      La Chiesa Melkita è una chiesa Viva, piena di attività e di realizzazioni, che si
      dedica al servizio dei s suoi fedeli e di tutti gli uomini in tutte le loro necessità.
      Ecco un cenno sommario delle sue opere principali e fondazioni spirituali,
      culturali e sociali.

    • Piccoli Seminari: 3
    • Grandi Seminari: 5
    • Centri catechesi : 126
    • Corali : 56
    • Istituto di formazione religiosa superiore: 10
    • Confraternite, Movimenti Apostolici, Giovani Esploratori: 148
    • Biblioteche: 10
    • Tipografie: 2
    • Asili per bambini: 45
    • Orfanotrofi: 11
    • Scuole Tecniche: 6
    • Case di riposo: 8
    • Dispensari: 22
    • Ospedali: 4
    • Scuole per Handicappati: 3
    • Famiglie per giovani universitarie: 6
    • Società di beneficenza: 3
    • Centri sociali: 8
    • Centri di dialogo: 3